Filastrocca popolare pennese
>> mercoledì 25 gennaio 2012
I bambini pennesi, o che hanno passato i giorni dell'infanzia nella Città di Penne, hanno sicuramente tanti ricordi in comune: parole, sapori, luoghi, giochi e canzoni.
Tra le canzoni è compresa certamente questa filastrocca popolare pennese, che chiamerò "cicche e chicchi talle", dal verso iniziale.
Difficile risalire alla versione originale pescando nei ricordi dei bambini cresciuti, perché quel che rimane in testa non sono tanto le parole quanto il ritmo che accompagna il movimento del bambino, seduto sulle ginocchia della mamma o della nonna, tenuto per le manine e fatto dondolare in su e in giù con la schiena.
Quindi ho reperito diverse versioni, poiché questa filastrocca poteva subire variazioni personali, o addirittura locali: l'importante era creare frasi che si accordassero a quel ritmo cadenzato. Ecco due versioni fornite da Rita e dalla sua mamma Lina:
1) Cicche e chcchi talle
ann'ammonte e ann'abballe
ann'ammonte la farine
ann'abballe li carracine.
2) Cicche e cicchi talle
si nin t'hi lu pane falle
si nin t'hi la farine
cicchi talle va allu muline.
Allu muline di Gaete
ci si macine la sete
la sete e la bummace
bella giovine si ti piace
si ti piace lu marite
bianche rosce e culurite
culurite cume na mele
vall'a dice a Raffaele (un'altra versione conclude con: fa l'amore chi Raffaele).
Traduzioni:
carracine= fichi secchi;
bummace= cotone inteso come fiocco (quello che nasce sulla pianta del cotone per capirci).
Se qualcuno conosce altre versioni di questa filastrocca popolare pennese può scriverle lasciando un commento sotto a questo post (cliccando sulla scritta "0 commenti).








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