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Il Piano Triennale del Turismo della Regione Abruzzo e il ruolo dei STL

>> giovedì 10 novembre 2011

Penne: palazzo Castiglione - scatto di A. Pomponi
L'occasione per parlare del documento Piano Triennale Turismo 2010-2012,  dell'Assessorato allo Sviluppo del Turismo e Politiche culturali della Regione Abruzzo, pubblicato a settembre 2010, è la recente notizia della volontà di ricorre al Tar aquilano da parte dell'assemblea dei soci del Sistema turistico locale del Gran Sasso d’Italia, per chiedere l’annullamento della delibera regionale che revoca l’approvazione definitiva delle linee di indirizzo e procedure per il riconoscimento dei sistemi turistici locali.

L'intenzione di affrontare l'iter (e i costi) del ricorso era stata espressa il 24 ottobre scorso, e pochi giorni fa Dario Colecchi, presidente regionale di Federturismo, ha risposto che gli Stl (Sistemi turistici su base territoriale) vengono ridimensionati (e non solo loro) sulla base della nuova governance turistica regionale disegnata nel piano triennale: si tratta di un sistema regionale che dovrebbe vigilare sul - e coordinare il - sistema di comunicazione dell'offerta turistica. Sostanzialmente, non  si occupa della prenotazione del soggiorno (booking), per lo meno in questa prima fase, ma dovrebbe curare i rapporti con gli operatori commerciali che concretamene erogano le offerte commerciali. Dovrebbe "comunicare i servizi", mentre i privati dovrebbero venderli.

Del tutto "infondato", secondo il presidente di Federturismo, è anche "il timore di intralciare con i nuovi strumenti il rilancio economico e le opportunità lavorative nel settore turismo dei giovani abruzzesi. L’unica criticità è la mancata previsione, ormai da anni, nel bilancio regionale di risorse destinate al turismo".

Tuttavia, la querelle continua: sul tema è intervenuto il presidente ANCI Abruzzo Antonio Centi, sottolineando come il momentaneo vuoto formale prodottosi rischia di arrestare e vanificare il lavoro preparatorio di tante amministrazioni e giovani che hanno lavorato per strutturare e far funzionare l'STL Gran Sasso.

Già, ma cosa dice il Piano triennale Turismo 2010-2012?

Il documento contiene effettivamente una proposta di ridefinizione della governance dello sviluppo turistico (ma non vi sono riferimenti ad un budgeting preciso), in cui vengono ridefiniti compiti, ambiti e tipologia di connessione di un articolato sistema di enti sub regionali come appunto gli IAT e gli stessi STL. Il sistema centrale è costituito dal portale turistico della regione, al quale devono confluire i contenuti redazionali, le offerte commerciali, i pacchetti, insomma ogni minima informazione che sia funzionale al turista per scegliere l'Abruzzo come meta per le sue vacanze.

Il documento merita di essere letto da tutti gli operatori turistici della Regione poiché presenta dati e riflessioni sia sui punti di forza e di debolezza legati al decollo del turismo in Abruzzo. Non vi sono giri di parole: i particolarismi, la mancanza di coordinamento (e, aggiungerei, il fatto che la politica ha un raggio di programmazione irrisoriamente piccolo rispetto ai tempi necessari per il decollo di un vero sistema turistico regionale) sono i nodi su cui lavorare per migliorare.

Si legge a pagina 44: "L’attuale organizzazione turistica regionale ha evidenziato diversi punti di debolezza, accompagnate da sovrapposizioni e spesso confusioni di ruoli tra i vari soggetti che a vario titolo agiscono nelle politiche di sviluppo e di promo-commercializzazione del settore".

Nel documento viene dato conto anche delle opportunità : per esempio l'immagine percepita dell'Abruzzo come "marca", risulta notevolmente ridefinita dopo il sisma del 2009: il terremoto ha veicolato l'idea di solidarietà, fierezza e caparbietà del Popolo Abruzzese, contribuendo a definirne l'identità turistica.

Il documento prende spunto da statistiche sul turismo (che purtroppo non tengono conto dell'acuirsi della crisi economica in questo 2011), che mostrano come "puntare sul mercato straniero consente di ampliare la stagione di operatività e genera inoltre soggiorni di durata medio-alta anche nei periodi media e bassa stagione". In Abruzzo soggiornano per lo più Italiani provenienti dalle regioni limitrofe e dalla Lombardia. Si tratta di soggiorni estivi, con una stagionalità piuttosto marcata (luglio - agosto). Mentre gli stranieri preferiscono la l'Abruzzo a primavera e in autunno, e fanno soggiorni più lunghi. Si soggiorna parecchio sulle coste, segue l'entroterra (collina e aree pedemontane), e fanalino di coda sono i capoluoghi di provincia, che del resto hanno tutt'altra vocazione (Teramo è una città universitaria, per esempio).

Il numero dei B&B d'entroterra è cresciuto negli ultimi anni (rispetto all'ospitalità alberghiera), ma i turisti, specie se stranieri, scelgono mare e città, perché, probabilmente, l'accesso alle informazioni turistiche tramite agenzie, siti web e passaparola derivante da amici o utenti del web,, rende queste mete preferibili rispetto a posti meno conosciuti. Un ruolo fondamentale è riconosciuto al web ed in particolare al web interattivo 2.0, idem per il sistema informativo, che consenta di monitorare i dati sui flussi e i consumi, per progettare offerte turistiche che siano sempre più in linea con quello che i turisti desiderano trovare in una vacanza.

A pagina 46 si dice: "In Abruzzo, l’Osservatorio Turistico Regionale (OTR) è in agenda – e nel Piano - da diverso tempo, ma non è stato ancora realizzato, nonostante accordi/convenzioni sottoscritti con alcune Università e qualche ricerca realizzata con riferimento ad alcuni segmenti del mercato. Senza questo strumento resta difficile fissare obiettivi in termini di risultati attesi, fattori carenti da contrastare, politiche di sostegno alle imprese ecc. Infatti talune decisioni (come quella di puntare su certi mercati) si sono rivelate estemporanee e non supportate dai risultati. Inoltre, non è stato avviata alcuna verifica sull’efficacia delle azioni intraprese (dalla Regione e da APTR): le iniziative vengono realizzate la prima volta, confermate o abbandonate successivamente, basandosi perlopiù sull’impronta, l’intuizione, il “buon senso” ma non il “metodo” e la “scientificità” (che in questo ambito non significano certezza di successo ma quantomeno tentativo di minimizzare il rischio di insuccesso)".

E questo è, invece, un assaggio delle opportunità che l'Abruzzo potrebbe sfruttare:

A pagina 72: L’Abruzzo si basa su 3 prodotti principali: mare, montagna invernale (neve), montagna estiva. Questo “portafoglio”, non privo di interesse nel panorama delle regioni centro-meridionali per la presenza del prodotto neve, risulta estremamente ridotto, in considerazione delle opportunità di mercato connesse ad altri prodotti. Le opportunità non ancora sviluppate dall’offerta turistica abruzzese sono nell’ecoturismo (che incorpora anche buona parte delle attività outdoor: trekking, cicloturismo, ippoturismo, pescaturismo), nel tour-scoperta del territorio, nella didattica ambientale, nell’enogastronomia, nel segmento salute-benessere (wellness), nel turismo sportivo, nel turismo storico-culturale-religioso. Sono tutti prodotti che l’Abruzzo può agevolmente giocare e sui quali può vantare un patrimonio di risorse decisamente valido, non inferiore a quello di altre regioni. E tuttavia in regione questi prodotti sono decisamente carenti quanto a organizzazione, servizi, proposte ben strutturate".

Il Piano Triennale è scaricabile dal sito della Regione Abruzzo.
Per quanto riguarda il ricorso del sistema turistico locale Gran Sasso si rimanda al relativo articolo su Il Centro.
Per l'intervento di Antonio Centi si rimanda al relativo articolo su Il Centro.
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