Il bello di Penne
>> venerdì 21 ottobre 2011
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| Campanile Chiesa S. Agostino |
Tutto il bello di Penne è per lo più nascosto alla vista: mi riferisco ai giardini e ai boschetti interni al, o appena fuori dal, Centro Storico di Penne, agli splendidi palazzi nobiliari con soffitti affrescati e scaloni d'onore, alle cripte ed alle biblioteche nei luoghi di culto, per non parlare delle cappelle private, delle fontane.
Una serie infinita di mete più che idonee per un turismo culturale e architettonico, rivolto ad un pubblico con livello di istruzione medio-alto.
Non che non sia possible accedere alla maggior parte di questi luoghi: basta fare qualche domanda in giro per scoprire chi possiede le chiavi e le autorizzazioni di accesso, e il gioco è fatto: un proto-turismo da carbonari ad uso e consumo di pochi intraprendenti che ha luogo solo grazie alla disponibilità di pochi cittadini pennesi.
Mentre fuori rimangono tanti potenziali turisti, del tutto inconsapevoli del bello che si cela dietro le facciate, e tanti cittadini, ignari delle bellezze che custodiscono, e privi degli strumenti culturali ed economici per preservarne e tutelarne l'aspetto, contro il lento fluire del tempo.
La situazione, tuttavia, potrebbe presto cambiare, qualora venisse realizzato il progetto formativo di cui si parla in un comunicato pubblicato il 18 ottobre scorso su IlCentro: si tratterebbe di formare un team di giovani guide turistiche con competenze specifiche rispetto al patrimonio storico - architettonico - paesaggistico di Penne. Gli studenti sarebbero peraltro coinvolti in stage formativi che si svolgerebbero a Penne durante l'estate, periodo nel quale si tiene il ricco calendario di eventi dell'Estate Pennese.
La Città di Penne possiede un notevole patrimonio artistico e architettonico grazie alle sue passate vicende storiche, come il possesso di una sede vescovile per diversi secoli, che l'ha resa da sempre un avamposto della Chiesa di Roma, o la rinascita economico - culturale dovuta alla discesa di Margarita D'Austria e del suo seguito di notabili e famiglie nobili, che ne hanno arricchito e modificato il volto, senza parlare della presenza documentata di numerosi e potenti ordini monastici, sempre protagonisti nel governo della città.
Tutto ciò rappresenta la materia prima per dare avvio ad un sistema di marketing territoriale: un vero e proprio sistema economico che produca ricchezza e lavoro all'interno del territorio, grazie alla formazione di figure specifiche come le guide turistiche o le maestranze e i tecnici, in grado di effettuare restauri conservativi (e non trasformativi o, peggio ancora, distruttivi).
Un'economia sostenibile, alla cui base vi sia un turismo diffuso, che ha già fatto la fortuna di diverse località e borghi in varie Regioni d'Italia. Un'opportunità per Penne resa ancora più preziosa dall'attuale grave crisi economica che stiamo attraversando.
In foto, il campanile della Chiesa di Sant'Agostino, chiusa da tempo. Per una (parziale) panoramica di luoghi da visitare, si veda la serie di articoli sotto la categoria "Cosa vedere a Penne".









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