Una breve presentazione sia del Comune di Penne che di Naide Della Pelle, Pennese di nascita e pennuta d'anima...
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Il Casato De Sterlich di Penne

>> martedì 16 agosto 2011

Il casato De Sterlich è originario del Ducato di Sterlich (Austria). 
Gli Sterlich erano venuti in Italia con il Duca Guglielmo d'Austria che aveva sposato la Regina di Napoli Giovanna II d'Angiò-Durazzo. 
Nel 500 erano insediati, oltre che a Penne, a Cermignano (Teramo). I De Sterlich avevano in Penne una casa nel Rione di Mezzo di proprietà di Alfonso figlio di Ettore, ed un'altra nel Rione da Piedi, in comune con Alberto Castiglioni, di proprietà di Rodolfo. Le loro armi erano uno scudo rosso, sormontato da una corona, con burella d'argento.
Lo stemma qui raffigurato è stato ricostruito su un originale del sec. XIX. inciso su una targhetta di rame e recante un drago al di sopra della corona.
La famiglia Sterlich o De Sterlich si imparentò con la Aliprandi di Penne verso il sec. XVIII (Don Filippo Aliprandi sposò Donna Geltruda De Sterlich). 
Il palazzo di famiglia, già Leognani, poi Aliprandi  (acquistato alla fine del 500 dai figli del defunto Giovanni Aliprandi) e successivamente De Sterlich -Aliprandi,  venne in propriètà del Comune in seguito a donazione del marchese Diego (che tenne per sé la cappella, non citandola nell'atto di  cessione). Ha lo stemma degli Aliprandi sul portale principale e sulla facciata che dà su Corso dei Vestini; lo stemma è presente anche all'interno della Chiesa gentilizia annessa al Palazzo e dedicata a Sant'ASntonio da Padova, sotto l'altare maggiore; è inoltre presente in due altari laterali: uno in San Domenico e l'altro in San Giovanni Evangelista. Della blasonatura fa parte anche un'aquila incoronata che guarda a sinistra con ali e zampe aperte. L'immagine dell'aquila simboleggia il Sacro Romano Impero e  venne inserita nello stemma Aliprandi in seguito alla concessione, da parte dall'Imperatore Carlo IV di Boemia, il 15 maggio 1355, ad alcuni membri della famiglia Aliprandi, dei titoli di nobile conte palatino e capitanio (vassallo immediato) del Sacro Romano Impero. Peranto, l'aquila non rimanda alla simbologia legata all'imperatore Carlo V, come da me precedentemente riportato in questo articolo.
Il chiarimento proviene dal dott. Daniele Aliprandi, discendente del ramo lombardo degli Aliprandi. Il dott. Aliprandi, inoltre, afferma con sicurezza che gli Aliprandi discendono dal piemontese Giovanni, originario di  Mondovì, maggiordomo e tesoriere di Margarita D'Autria, figlia dell'imperatore Carlo V, sfatando dunque l'dea che vuole il capostipite degli Aliprandi di origine fiamminga.
Il 14 marzo 1908, morì a Roma all'età di 15 anni Caterina De Sterlich-Aliprandi, nata a Penne nel 1893. Era figlia del barone Adolfo, il quale aveva già perso le altre due figlie, Maria e Adelaide. 
Per l'occasione, e secondo la consuetudine in voga tra i nobili, l'interno della Chiesa di San Domenico fu addobbata a lutto, coprendo sia l'altare che le scene dei Misteri del Rosario con veli e panni sui si leggevano le iniziali della defunta. 
Con la scomparsa delle figlie, questo ramo della famiglia De Sterlich-Aliprandi si estinse.
Candido Greco riporta che l'ultimo rappresentante del Casato Aliprandi, il barone Diego (1819 - 1910) prima di morire aveva adottato come erede Diego (nato nel 1898), figlio del marchese Adolfo De Sterlich. 
Alla morte del barone Aliprandi, deputato della sinistra progressista nel Parlamento d'Italia, il palazzo era divenuto un museo, avendo una ricca collezione di maioliche abruzzesi, oltre a quadri e oggetti d'arte molto preziosi. Infine, pare che il palazzo ospitasse una biblioteca con pregevoli volumi: insomma, un vero e proprio tesoro della città. Tuttavia, l'erede Diego De Sterlich - Aliprandi consumò tutto il patrimonio a causa della passione per le auto da corsa. Fu noto come il Marchese volante e morì in miseria nel 1976.
Già nel 1935 aveva donato il Palazzo al Comune, dimenticando come detto di citare nell'atto anche la capella, rimasta così agli eredi adottivi, i Verrocchio-De Sterlich-Aliprandi, che tuttavia non potevano vantare il titolo di marchesi, proprio perché figli adottivi. Stesso destino (la perdita del titolo nobiliare del padre), era riservato anche ai figli naturali riconosciuti.
Oggi come è noto il palazzo è sede di un istituto tecnico commerciale: solo questo basti a far riflettere su quanto è ampio l'edificio.
Aleardo Rubini, nella sua Storia di Penne, definisce il marchese Diego Sterlich grosso proprietario terriero con oltre 1000 ettari a Nocciano, Penne e Carmignano; sempre lo stesso autore e nella mededima pubblicazione riferisce di un certo Giovanni Battista Sterlich, nato a Chieti nel 1752 e morto a Napoli nel 1831, figlio di Romualdo Marchese Sterlich e di Giuditta Castiglione di Penne.

Fonti: Penne capitale farnesiana - Lo Stato Aprutino di Margarita D'Austria di Candido Greco. Le tavole araldiche sono di Mario Costantini, Editore Cassa Rurale ed Artigiana di Castiglione Messer Raimondo, Penne 1988 (pag. 72, tavola XIII); Penne: un profilo iconografico di Mario Costantini, Cogecstre Edizioni (tavola 10, pag. 173).

Ad integrazione della mia piccola ricerca, pubblico - per gentile concessione del dott. Daniele Aliprandi - questo testo tratto dall'Enciclopedia Storico-Nobiliare di Vittorio Spreti. Si tratta della voce sulla famiglia De Sterlich con la blasonatura dello stemma e altri dati storico- genealogici.


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1 commenti:

marchesevolante sabato 1 ottobre 2011 21:34:00 CEST  

Se vogliamo esser precisi Diego De Sterlich dono` il palazzo, purché vi venisse ospitata una scuola ma sopratutto a condizione che fosse intitolata a suo padre Adolfo De Sterlich.
La promessa non fu` mai mantenuta.

Fonte:
Nipote
Alberto Verrocchio De Sterlich Aliprandi


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