Una breve presentazione sia del Comune di Penne che di Naide Della Pelle, Pennese di nascita e pennuta d'anima...
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La Chiesa della Madonna del Carmine a Penne

>> giovedì 24 febbraio 2011

Madonna del Carmine, facciata, foto di Gianni Teodorico
Appena fuori dal centro abitato di Penne, in quella che tanti secoli fa venne eletta a zona di eremitaggio, da alcuni frati che desideravano distaccarsi dalla Chiesa Madre e osservare in piena autonomia la regola della povertà, sorge la Chiesa della Madonna del Carmine.
Nella zona in cui sorge la chiesa si sviluppò la c. d. Osservanza Abruzzese, la comunità di questi frati ortodossi che ricevette varie volte la visita di  San Giovanni da Capestrano. Alla fine del 1300, il romitorio si trasformò in convento, ad opera di fra Giovanni da Stroncone e Domenico Genova.  I religiosi lasciarono tuttavia il convento nel 1506 per trasferirsi a Colleromano, l'altro edificio religioso che sorge fuori dal centro abitato di Penne, occupato fin dal 1258 dai Benedettini cistercensi.
Nel 1596 il carmelitano Ottavio Pansa ne avviò la costruzione, sfruttando un'ala del preesistente chiostro di San Cristoforo. I lavori risultano già avviati nel 1642 ma alla fine del secolo non sembrano ancora conclusi. 
Con ogni probabilità, a seguito di un crollo improvviso delle strutture si rende necessario un nuovo intervento già a partire dal 1754 ed è a questa fase di lavori che è da ricondurre l'odierna veste tardo-barocca della chiesa. 
Madonna del Carmine, navata, foto di Gianni Teodorico
La riedificazione è affidata in un primo momento al ticinese Pietro Canturio che nel 1763 è documentato nel cantiere; a lui si deve la progettazione dell'impianto a croce latina con profondo presbiterio, oltre che la realizzazione della decorazione a stucco avviata a partire dal 1770. 
Tuttavia nel 1767 subentra alla direzione dei lavori l'architetto napoletano Francesco Di Sio o Dissio, il quale definisce nel dettaglio l'odierno impianto del Carmine, rendendolo uno degli esempi più particolari di spazialità barocca.

Troviamo il transetto posto in maniera del tutto inconsueta quasi a metà dell'aula, preceduto da tre campate e seguito da altre due che costituiscono il presbiterio; all'incrocio dei bracci si alza la cupola ellittica su pennacchi illuminata da quattro finestre dal profilo a campana. 
Madonna del Carmine, cappella, foto di Gianni Teodorico
Le tre cappelle che aprono su ciascun lato della navata ospitano degli altari con una maestosa decorazione a stucco nelle mostre; ciò nonostante, data la loro scarsa profondità, non riescono a rompere la percezione di uno spazio unitario e ad annullare l'effetto di un impianto a croce latina. 
La decorazione dell'interno, affidata come abbiamo ricordato al ticinese Canturio, scandisce l'articolazione dei vani (navata, cupola, cappelle, archi d'imposta) e riflette nella delicata ornamentazione un raffinato gusto rococò, definendo un insieme maestoso e pieno di luce. 
Ad un artista locale, il pennese Aniello Francia, è affidata la realizzazione della facciata per la quale si ripropone un partito architettonico seicentesco, nonostante si sia giunti alle soglie dell'Ottocento e la decorazione a stucco dell'interno rifletta ormai un gusto rococò. Delle colonne estradossate dividono la facciata in due registri, in quello inferiore, delimitato da una cornice marcapiano a più modanature, apre il portale maggiore, nell'ordine superiore, terminante in un timpano spezzato, troviamo un'ampia finestra dal profilo a "campana".
Come ci riferisce Gianni Teodorico, lo stemma in cima all'ingresso della Chiesa rappresenta lo scudo dei Carmelitani: una montagna stilizzata (il Monte Carmelo) con lati arrotondati. Ci sono tre stelle a sei punte, quella al centro in mezzo rappresenta i Carmelitani ancora in cammino mentre le due stelle superiori rappresentano i Carmelitani che hanno terminato il cammino e hanno raggiunto la vetta. Il tutto è sormontato da una corona che rappresenta il Regno di Dio. Tale stemma è tipico ed esclusivo dell'Ordine dei Carmelitani.

Fonti: 
1. Penne: palazzi, eleganza, nobiltà, natura, eroismo di ins. Lina Frattarola e Fernanda Marcotullio in collaborazione con le classi quarta B e quinta A  - A.A. 1987/88  della Scuola Carlo Pensa di Penne.
3. Immagini di Gianni Teodorico

Informazioni: 
Si consiglia di visitare la Chiesa durante gli orari da Messa, principalmente sabato pomeriggio, domenica mattina e domenica pomeriggio.
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10 commenti:

Anonimo venerdì 16 settembre 2011 17:32:00 CEST  

Gent.ma Naide,
sai per caso in quale stanza del Convento morì Clemente de Caesaris? Chi potrebbe saperlo? Vorrei domandarlo anche a Gianni Teodorico, ma non ho la sua mail.
Grazie e e buon pomeriggio,
Andrea D'Emilio.

Naide Della Pelle sabato 17 settembre 2011 21:21:00 CEST  

Gentile Andrea,

ho provveduto a girare il suo quesito (molto interessante) a Gianni Teodorico. In realtà, prima di farlo, ho consultato qualche pubblicazione in mio possesso sulla vita avventurosa del De Caesaris, ma non ho trovato nulla, se non il dato certo della sua morte in una delle stanze del Convento di cui Lei parla; sistemazione che peraltro gli era stata donata dal Comune, data la notevole indigenza in cui il De Caesaris versava sul finire della sua vita.
Vediamo che cosa salta fuori.

La saluto,
Naide Della Pelle

Anonimo lunedì 19 settembre 2011 00:47:00 CEST  

Ti ringrazio Naide ( siamo coetanei:possiamo darci del tu?)
A quali libri su de Caesaris fai riferimento? Io ho quello di Candido Greco ed ho preso in biblioteca il volumone Da Melchiorre Delfico a Clemente de Caesaris scritto da Luigi Polacchi, quest'ultimo curatore anche dei Carmi del nostro Clemente.
Dove si trova a Penne villa Abate? è forse quella sulla destra all'inizio di viale S. Francesco?
Grazie e un saluto!
Andrea D'Emilio.

Naide Della Pelle martedì 20 settembre 2011 17:33:00 CEST  

Ciao Andrea,

io possiedo una copia del libro di Candido Greco, ed è quello il testo che sono andata a consultare.
Per quanto riguarda Villa Abate non l'ho mai sentita nominare. E' in qualche modo legata al De Caesaris oppure è un tema diverso?

Naide

Anonimo martedì 20 settembre 2011 22:01:00 CEST  

Ciao Naide,
Villa Abate custodisce il ritratto ad olio di Filippo Forcella-Abate, uno dei protagonisti dell'insurrezione del 1837 ( così scrive Candido Greco nel suo volume Francesco Paolo Evangelista.Il trionfo di Lucifero, 1995. Non so se il dipinto sia ancora lì).
Un saluto,
Andrea.

Naide Della Pelle mercoledì 21 settembre 2011 10:08:00 CEST  

Ciao Andrea,
ti vedo molto ferrato in materia di storia pennese, e vedo che consulti diverse fonti documentali, alcune delle quali mi erano sconosciute fino ad oggi.
Non so se ti occupi di tutto ciò per lavoro o per hobby, ma se hai raccolto ricerche e informazioni sulla storia pennese, e hai voglia di condividerle, puoi parlarne all'interno di questo blog, citandone semplici abstract o riportandole integralmente, a seconda di quello che vuoi condividere.
Un esempio di ciò che ti propongo è visibile in questo articolo : http://pennesinelmondo.blogspot.com/2011/05/genealogia-casato-gaudiosi-citta-di.html, scritto grazie al prezioso apporto del dott. Di Vincenzo.
Ti lascio la mia e mail: naide@naturagiuridica.com

Ciao e buona giornata,
Naide

Anonimo venerdì 23 settembre 2011 11:56:00 CEST  

Ciao Naide,
ti ringrazio per l'invito. Mi interessa il Risorgimento abruzzese e dunque finisco per imparare qualcosa anche su Penne.Terrò presente il tuo bel blog.
Ho conosciuto Antonio Di Vincenzo, persona molto disponibile.
Intanto da Mario Costantini ho saputo che Villa Abate è quella a destra della statua di San Francesco all'inizio del viale omonimo.
Concludo con una chicca trovata nel volumone di Luigi Polacchi, Da Melchiorre Delfico a Clemente de Caesaris ( quasi 1300 pp.). I borbonici teramani, dopo l'insurrezione del 1837, solevano dire:'' è pinnose? dajje la segge!'', ''è di penne? dagli la sedia!''. Cioè accoglilo con rispetto ma in realtà fucilalo, visto che i condannati venivano fatti sedere prima dell'esecuzione.
Un saluto,
Andrea.

Patrizia Di Giuseppe mercoledì 29 agosto 2012 15:19:00 CEST  

Gentili signori
mi chiamo Patrizia Di Giuseppe e ho studiato la vicenda artistica dello stuccatore ticinese Pietro Francesco Canturio in occasione della tesi di specializzazione in storia dell'arte. Mi fa molto piacere vedere che avete realizzato un pezzo sulla chiesa e delle magnifiche foto degli stucchi.
Saluti

Naide Della Pelle giovedì 6 settembre 2012 11:31:00 CEST  

Salve Patrizia,

la ringrazio per il commento e mi scuso per la tardiva risposta. Se ha voglia e piacere di condividere parte dei risultati cui è pervenuta tramite la sua tesi di specializzazione può inviarmi a questo indirizzo naide@naturagiuridica.com un abstract di 2 cartelle della sua ricerca, da pubblicare a sua firma, all'interno del blog con collegamento all'articolo precedente.

Cordialità,
Naide Della Pelle

Patrizia Di Giuseppe domenica 9 settembre 2012 14:37:00 CEST  

Gentile Naiade
lo farò volentieri. Deve però essere un po' paziente poichè non ho molto tempo libero. Saluti Patrizia


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Sono co-fondatrice di "Natura Giuridica di Andrea Quaranta - servizi alle imprese" impresa di consulenza specializzata in assistenza giuridica in ambito ambientale (diritto dell'ambiente e dell'energia) e progetto web integrato che comprende il sito www.naturagiuridica.com e il blog naturagiuridica.blogspot.com.
Andrea Quaranta è giurista ambientale e propone servizi di consulenza ambientale, assistenza ambientale e pareri in materia di diritto ambientale, per imprese, P. A. e privati Cittadini. Natura Giuridica si occupa inoltre di comunicazione ambientale e corsi di formazione su tematiche ambientali.

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